Il controllo delle infestanti più comuni

Le piante infestanti sono organismi vegetali indesiderati presenti nel nostro tappeto erboso. Quello di pianta infestante, tuttavia, non è un concetto assoluto: ciò che è infestante in un contesto può non esserlo in un altro. Ad esempio, il trifoglio non è infestante in quanto trifoglio, ma può diventarlo se questo tipo di pianta non mi è gradita. In realtà, quello che è infestante per un tappeto erboso può diventare essenza base per la costruzione di un altro tappeto erboso.

Agrostis stolonifera

Agrostis stoloniferaL’Agrostis stolonifera è l'erba a colorazione più chiara illustrata nella figura qui accanto. In questo contesto si comporta come pianta infestante, in quanto crea un cuscino di forma rotonda (conseguenza dello sviluppo di stoloni) all'interno di miscele classiche che sono state seminate in fase iniziale, costituite appunto, nel nostro caso, da Lolium perenne e da Poa pratensis.

 

Plantago major

Plantago majorLa Plantago major viene dichiarata da tutti pianta infestante, in quanto interrompe l'uniformità del prato, dà dei problemi di densità, e, nel caso di usi sportivi, potrebbe ostacolare il normale rotolamento della palla.

 

Gramigna

La gramignaSi tratta della comune Gramigna locale. Spesso questo tipo di pianta è considerata a torto infestante: in realtà in pochi sanno che questa comune varietà, data la sua grande uniformità e compattezza, viene spesso utilizzata per creare superfici adatte, tra gli altri, ai campi da golf.

 

Digitalis sanguinalis

Digitalis sanguinalisLa Digitalis sanguinalis è una macroterma di tipo annuale. La particolare forma una rosetta, con l'arrivo delle basse temperature autunnali e l'abbassamento del fotoperiodo, va eliminandosi lasciando un buco aperto, spesso colonizzato da ulteriori infestanti ancora più rispetto alla normale crescita del prato.

 

Il Trifoglio repens

Il trifoglio repens Il trifoglio repens si può insinuare nel tappeto erboso senza avere una colonizzazione così decisa da danneggiare completamente il prato, ma poco per volta si allarga sempre di più, fino a creare dei propri e veri cuscini che non possono più essere colonizzati dal tappeto erboso stesso. In questo caso la dicotiledone che ha anche una capacità azoto-fissatrice (fissa quindi direttamente l'azoto) e si avvantaggia rispetto al resto del prato perché ha una potenzialità superiore di accumulare e di produrre delle sostanze a lei utili per la crescita.

 

Ciperacee

La ciperaceaLe ciperacee sono piante tipiche di ambienti acquatici e/o di substrati fortemente sabbiosi. Questa pianta forma nel terreno dei rizomi di tuberi, quindi di difficile controllo.

 

Gray Leaf spot o macchia grigia (Pyricularia)

Gray Leaf spot o macchia grigia (Pyricularia)Gray Leaf spot o macchia grigia (Pyricularia) è una malattia fogliare che colpisce principalmente il Lolium perenne e in seconda istanza anche la Festuca arundinacea. Questa patologia fogliare è causata da un agente fungino (la Pyricularia grisea) che infetta e distrugge le lamine delle foglie. Le infezioni fogliari possono progredire ed arrivare fino alla zona della corona, causando la morte delle piante. Può presentare un andamento lieve ed un decorso lento, ma in occasione di estati calde e umide può avere scoppi rapidi ed estremamente virulenti, con la morte e il decadimento di vaste aree del prato. In una prima fase e ad una visione superficiale, i focolai iniziali di Gray Leaf spot sembrano simili a macchie dovute a stress da siccità. La malattia NON colpisce la Poa pratensis e la Poa annua. Scegliere varietà resistenti ed inserire della Poa pratensis in fase di rigenerazione sono due percorsi da seguire per la prevenzione del problema.

 

Come si possono controllare le infestanti?

 

Nel caso di piante infestanti si può optare per azioni agronomiche, meccaniche, di controllo con mezzi chimici ed infine di controllo con mezzi naturali.

Il Piano di Azione Nazionale (PAN) ha messo delle limitazioni a salvaguardia dell'ambiente e della salute umana per quanto riguarda l'utilizzo di prodotti chimici che in passato venivano normalmente e tradizionalmente utilizzati: diventa quindi sempre più importante la fase agronomica, cioè il controllo attraverso l'utilizzo di corretti sistemi di semina e l'uso di materiali che abbiano capacità di competizione con le essenze infestanti stesse.

La prima forma di controllo agronomica è quella più semplice che è data dal taglio. Si può vedere che la maggior parte delle infestanti vengono eliminate semplicemente con un'operazione meccanica di pulizia, con taglio ripetuto e frequente. Purtroppo, il taglio non elimina le infestanti al 100%: ci sono, ad esempio, macchie di trifoglio repens che tranquillamente resistono ad altezze di anche di 15 mm.

La forma di controllo ideale è quella di ottenere un tappeto erboso che sia sempre denso, chiuso, sano e fitto. In questo modo si riduce l'elemento luce e, di conseguenza, la possibilità di fuoriuscita delle infestanti stesse: è il prato che combatte da solo la presenza delle infestanti. L'operatore può aiutare tutto questo con l'uso di fertilizzanti specifici, di nutrienti idonei ed indicati per ogni stagione, di pratiche agronomiche come l'arieggiatura o verticut per la pulizia del feltro. Tutto ciò riesce a rendere il prato sempre più forte, sempre più fitto e sempre più capace, da solo, di combattere l'eventuale ingresso di essenze infestanti.