Il controllo indiretto naturale del prato

In un mondo in cui è sempre più importante l’attenzione e il rispetto per la natura, anche per tutela del prato diventa significativo scegliere e mantenere una strategia e, di conseguenza, dei prodotti, che puntino alla tutela dell’ambiente e di chi lo abita.

Sono stati quindi elaborati dei formulati contenenti esclusivamente sostanze naturali e in particolare inoculi micorrizici integrati, funghi utili antagonisti dei patogeni, funghi utili antagonisti degli insetti dannosi, batteri regolatori della crescita (PGPR), biostimolanti naturali e sostanze organiche “nobili” d’immediata assimilazione (acidi umici e acidi fulvici, alghe e aminoacidi in particolare) al fine di ottenere prati più sani naturalmente, con meno ricorso alla chimica, un maggior rispetto e tutela per i bambini, gli animali e per chi frequenta il giardino, una minor richiesta di nutrienti all’impianto e controllo della naturale biofertilità dei terreni.

Ma cosa sono questi elementi naturali e a cosa servono?

Le micorrize sono dei funghi che si trovano nel terreno e che sono in grado di entrare nelle piante per instaurare una stratta relazione con il proprio ospite. Nasce quindi una vera e propria simbiosi mutualistica, in cui traggono vantaggio sia la pianta e sia il fungo. Le specie prative diventano così generalmente più sane; contengono più clorofilla e svolgono meglio la fotosintesi; possiedono un sistema radicale più lungo, denso e profondo rispetto alle altre piante. Inoltre, la micorrizazione migliora la struttura del terreno grazie all’azione di legame tra le ife e le particelle del suolo, ottimizzando i movimenti di aria e acqua. Le micorrize, inoltre, proteggono il terreno dal compattamento e migliorano la resistenza alla siccità estiva grazie all’esplorazione in profondità dell’apparato radicale. In sostanza, i prati con micorrize sono più tolleranti agli attacchi dei principali patogeni (nematodi, batteri e virus).

I funghi utili antagonisti dei patogeni e delle larve d’insetti dannosi sono dei micoparassiti che hanno la capacità di attaccare altri funghi e nutrirsi dei loro componenti. Inoltre, sono dei perfetti “occupatori” di spazi, non lasciando possibilità di sviluppo alle malattie. Sono ormai quasi cento anni che si conoscono le loro potenzialità come agenti di controllo biologico per limitare lo sviluppo dei funghi dannosi nelle colture agrarie.

I batteri definiti “regolatori della crescita” (PGPR) svolgono la propria azione benefica grazie alla produzione di auxina e di altri enzimi che abbassano il processo d’invecchiamento delle piante e migliorano la tolleranza agli stress. Attraverso la secrezione di acidi organici e gluconati, che diminuiscono il pH della rizosfera, rendono disponibili Fosforo, Ferro, Manganese e Magnesio.

I biostimolanti favoriscono la crescita e lo sviluppo delle piante durante tutto il ciclo di vita della coltivazione, dalla germinazione dei semi alla loro maturità: migliorano l’efficienza del metabolismo delle piante; implementano la tolleranza delle piante agli stress abiotici e la capacità di recupero dagli stessi; facilitano l’assimilazione, il passaggio e l’uso dei nutrienti; regolano e migliorano il contenuto d’acqua nelle piante; incrementano alcune proprietà fisiochimiche del suolo e favoriscono lo sviluppo di microorganismi del terreno ecc. I biostimolanti agiscono attraverso meccanismi diversi rispetto ai fertilizzanti e agiscono solamente sul vigore delle piante senza avere nessuna azione diretta contro i parassiti o le malattie. La biostimolazione delle piante è dunque aggiuntiva all’uso di fertilizzanti ed agrofarmaci. Quindi, per estrema chiarezza, ci preme ribadire che i biostimolanti non sono né concimi, né fitofarmaci, ma un complemento della manutenzione.

 

I trichodermi sono un genere di funghi che è presente in tutti i terreni del mondo e che possono essere isolati facilmente dal suolo e dal materiale vegetale; sono caratterizzati da una rapida velocità di crescita e dalla produzione di numerose spore di colore verde. La capacità del Trichoderma è quella di esercitare una sorta di biocontrollo naturale sulle malattie che possono colpire il terreno e di colonizzare immediatamente gli spazi a disposizione (nel terreno): questi funghi presentano una spiccata abilità nel mobilizzare e assorbire i nutrienti del suolo, contrastando anche in via indiretta i funghi cha causano le malattie del prato. La colonizzazione delle radici delle piante rafforza la crescita ipogea, la produttività, la resistenza agli stress abiotici e l’assorbimento dei nutrienti. Il Trichoderma è inoltre in grado di acidificare l’ambiente circostante attraverso la secrezione di acidi organici (gluconico, citrico, fumarico); questi acidi sono in grado di solubilizzare fosfati, micronutrienti e cationi minerali quali, Fe, Mn e Mg rendendoli disponibili per le piante.

 

Gli acidi umici e fulvici sono appunto acidi derivati dall’humus del terreno, che è la parte organica del suolo, e si forma dai resti decomposti di piante, animali e microbioti. La materia organica del suolo e gli acidi umici e fulvici, insieme, giocano un ruolo fondamentale nel mantenere una buona struttura del suolo. Di conseguenza, questi elementi facilitano l’infiltrazione dell’acqua durante la pioggia e l’irrigazione; inoltre forniscono un serbatoio di nutrienti e fibre per la crescita delle piante e per una sana crescita microbica; riducono l’erosione del suolo; aumentano la capacità di stoccaggio dell’acqua contribuendo a promuovere la crescita del prato durante l’estate;  favoriscono la germinazione e l’assorbimento dei nutrienti: in definitiva, gli acidi umici sono un partner fondamentale per ottenere un buon sviluppo del prato. In particolare, gli acidi umici si dedicano ad agevolare le piante nell’assorbimento degli elementi nutritivi a livello di apparato radicale; gli acidi fulvici sono invece un forte agente chelante, che rende più solubili e disponibili gli elementi presenti nei metalli del terreno.

Il controllo indiretto e naturale del prato