L’irrigazione del prato

 Mantenere un prato irrigato è fondamentale perché l'acqua permette alla pianta di effettuare tutti gli scambi nutrizionali necessari e funge da suo termoregolatore.

Quanta acqua bisogna dare al prato?

tensioattivi per la penetrazione e la circolazione dell'acqua nel prato

Come ben si può immaginare, non esiste una quantità precisa e sempre uguale di acqua con cui si deve irrigare il prato, dal momento che l’irrigazione dipende da moltissimi fattori, come per esempio il variare delle temperature e il cambio delle stagioni.

In generale l'acqua che si deve fornire dovrebbe essere pari all'acqua consumata dalle piante: più precisamente si dovrebbe ripristinare l'acqua che viene dispersa nell'atmosfera o che viene persa nelle acque di falda.

Supponiamo, per fare un esempio, che il nostro prato abbia bisogno di circa 6-7 mm di acqua tramite irrigazione: semplificando possiamo sostenere che 6-7 mm d'acqua corrispondano all'incirca a 25-30 minuti di un irrigatore dinamico (sono gli irrigatori che distribuiscono l'acqua con un movimento rotatorio). Nel caso invece di irrigatori di tipo statico i minuti dovrebbero scendere a circa 10-12. Per una misurazione più accurata della capacità d'irrigazione del nostro impianto può essere usato un semplice strumento chiamato pluviometro. Attraverso la lettura delle tacche riempite si può facilmente stimare a quanti minuti d'irrigazione corrispondono i 6-7 mm d'acqua richiesti.

 

Come si fa a capire se il prato ha bisogno di essere irrigato?

È il prato stesso a darci i segnali necessari per capire se c’è bisogno di un’irrigazione. Alcuni di questi sono:

  • Il calpestio, per verificare la capacità della foglia di ritornare alla posizione iniziale dopo che l'abbiamo calpestata. Se la foglia rimane schiacciata significa che l’erba è disidratata
  • Il colore: quando l'erba tende a cambiare colore e andare verso un blu scuro significa che l'erba si sta disidratando
  • Il dorso della mano, per capire quando la temperatura si è innalzata e il prato ha bisogno di una regolazione di temperatura, con conseguente irrigazione

 

Quando dare l'acqua?

Il prato dev'essere irrigato alla mattina

Il momento più indicato per innaffiare il prato è il mattino, mentre non si deve mai irrigare alla sera: più precisamente non si deve mai irrigare nelle condizioni tali per cui l'umidità residua possa rimanere in maniera eccessiva presente sulla foglia. L'acqua sulla foglia favorisce lo sviluppo di patologie fungine, in particolare con l'arrivo delle alte temperature.

Ovviamente, in presenza di terreno sabbioso molto drenante, le pause d'irrigazione devono essere ridotte.

Irrigare il prato alla sera implica tenere il prato bagnato per molte ore con la maggiore la probabilità che si sviluppino i funghi.

 

Quale frequenza d'irrigazione utilizzare in estate?

Indicativamente si dovrebbe cercare di avere due o massimo tre turni settimanali d’irrigazione. In questo modo aiutiamo l'erba ad allungare le radici cosicché lei stessa possa andare a cercarsi l'acqua in profondità. Questo lo si può ottiene riducendo i tempi e la frequenza d’irrigazione.

Che cosa sono e che cosa fare in caso di chiazze idrofobiche?

Le chiazze idrofobiche sono condizioni estreme di incapacità dell'acqua di penetrare nel substrato del terreno in modo regolare.

Per ovviare a questo problema si deve ricorrere a dei prodotti specifici chiamati tensioattivi, che favoriscono la penetrazione dell'acqua e il suo movimento all'interno del substrato. Lo scopo di questi prodotti è quello di ottenere un'azione radicante, un’idratazione del substrato e un impiego ottimale degli elementi nutritivi dati. Gli agenti umettanti/surfattanti/tensioattivi sono sostanzialmente dei “saponi” che abbassano la tensione superficiale delle singole molecole d’acqua.

 

ATTENZIONE: la malattia più diffusa in assoluto è l'eccesso d'acqua!

Non bisogna cadere nel luogo comune che più acqua si dà più si ha un effetto benefico per il prato: l’eccesso di acqua favorisce, infatti, il sorgere di patologie fungine e riduce lo stimolo delle piante a sviluppare le radici.

 

La pratica SYRINGING (raffreddamento dell'erba)

Durante la stagione calda accade spesso che il terreno si scaldi per l’effetto della radiazione solare. Quando le temperature del substrato superano i 26°C, la pianta ferma automaticamente l’assorbimento da parte dell’apparato radicale. Nel terreno può esserci l’umidità sufficiente a mantenere la corretta evapotraspirazione, ma la pianta non riesce più ad assorbire l’acqua con le radici e va in crisi.

Come prevenire queste problematiche?

È qui che ci viene in soccorso la pratica SYRINGING che consiste nell’effettuare cicli d'irrigazione brevi e nelle ore calde del giorno. Il concetto del SYRINGING è ben differente da quello dell'irrigazione tradizionale: lo scopo in questo caso è solamente quello di abbassare la temperatura del manto e del substrato stesso, riportando la temperatura della terreno ove si trovano le radici sotto i 26°C. Questo consente di far ripartire la pianta che torna ad evapotraspirare correttamente riprendendo le normali attività fisiologiche. La durata della breve bagnatura dev'essere di circa 3-5 minuti. Ovviamente, la pratica SYRINGING è da intendersi in aggiunta all'irrigazione tradizionale.