Microterme - La Poa pratensis

La Poa pratensis è una microterma appartenente alla famiglia delle graminacee molto diffusa e utilizzata nel panorama italiano ma anche mondiale. Uno dei suoi aspetti peculiari è l’essere fortemente rizomatosa, riuscendo a colonizzare il terreno anche orizzontalmente: questo permette di riempire il terreno in modo omogeneo, evitando possibili diradamenti e producendo nuove piante. Non a caso una cultivar come questa viene utilizzata per l’allestimento di campi da calcio ma anche di aree ricreative, visto che è anche molto resistente al calpestio.

Questa microterma tollera bene sia i climi freddi che quelli caldi e preferisce le zone pienamente soleggiate, faticando all’ombra. La sua tessitura media si adatta molto bene sia ai miscugli con il Loietto sia con la Festuca.  Dal punto di vista manutentivo, la Poa pratense si colloca, sia come nutrizione che come irrigazione, a metà tra le Festuche, che richiedono una bassa manutenzione e il Loietto, la cui manutenzione è alta.

Un aspetto significativo è la quantità di semi al grammo: la Poa, infatti, possiede dei semi molto piccoli, in media 3000 al grammo. Questo spiega come mai nei vari miscugli di sementi la percentuale di questa microterma è molto ridotta rispetto a quella delle altre microterme. Le percentuali sono calcolate sulla base del peso specifico e non sulla base del numero di semi: di conseguenza se un miscuglio presenta il 90% di Festuca arundinacea e il 10% di Poa pratensis il numero di semi sarà pressoché equilibrato.

Uno degli aspetti che può essere preoccupante è l’ingiallimento estivo della Poa pratense: in sostanza, quando si verificano precipitazioni frequenti nei periodi caldi, i tappeti erbosi possono manifestare una colorazione gialla dando l’idea di essere in sofferenza. Questo fenomeno si manifesta prevalentemente a carico delle foglie giovani, facendo pensare che non sia legato all’azoto ma alla carenza di ferro a causa della sua scarsa mobilità nella pianta a spostarsi dalle foglie vecchie alle giovani quando le temperature del suolo sono ai loro massimi stagionali e con surplus idrici durante le estati umide, situazione tipica dei tappeti erbosi del nostro paese nel periodo estivo. La buona notizia è che questo fenomeno non condiziona lo stato sanitario e la sopravvivenza della Poa nel lungo periodo, ma risulta consigliabile ridurre i turni irrigui lasciando sempre il prato asciutto per un giorno e, se possibile, pianificando i lavori per migliorare il drenaggio e ridurre la compattazione con bucature o carotature.

I ricercatori sono riusciti a creare degli incroci fra diverse famiglie di Poa pratensis andando ad unire caratteri peculiari di ogni ecotipo. L’esempio di Jackpot è emblematico: esso nasce dall’ibridazione di numerose varietà di Poa e garantisce una colonizzazione decisamente aggressiva, con la produzione di fortissimi rizomi che vanno a colonizzare il terreno già nella prima fase il terreno, creando così un cotico erboso estremamente robusto e tenace. L’apparato radicale risulta quindi sviluppato, profondo e con estesi rizomi. Il tappeto erboso è vigoroso con una densità medio-alta. Questa varietà, inoltre, manifesta una delle più veloci capacità di germinazione tra le Poe pratensis, anche con l’arrivo di estremi termici più accentuati, rendendo possibili inerbimenti e semine anche tardive, come la primavera o l’autunno inoltrati. Jackpot copre così tutte le stagioni dell’anno, tutti gli aspetti pedoclimatici, tutte le esigenze di portafoglio (economicità), risolvendo ogni tipo di problematica e restituendo alla specie Poa pratensis la sua vera posizione nell’ambito del prato, vale a dire quello della regina delle specie da tappeto erboso.

Microterme - La Poa preternse